Bestemmiamo per un frullatore che smette di funzionare mentre ci prepariamo la colazione che avremmo cacato durante la pausa pranzo di un impiego che ti mortifica, che ti prosciuga, che ti nullifica, che ti aliena, che ti scarabocchia l’autostima, solo per poterci comprare un cazzo di frullatore nuovo che fra 4 mesi smetterà di frullare proprio mentre ci prepariamo la colazione.
L’uomo è una ruota che gira a vuoto.
La vita è una bici senza catena che pedali per andare incontro alla morte. Come se la morte fosse davanti a noi e dovessimo andarle incontro.
La morte non è lì davanti ad aspettarci.
Ci cova dentro.
Siamo il niente impanato nella morte.
Siamo morti appena quello stupido spermatozoo dopato vince la corsa e feconda quello stupido come-cazzo-si-chiama dentro tua madre, sdraiata su un letto madido di sudore o a pecora coi gomiti sul lavandino di un bagno pubblico.
Siamo salmoni morti affogati risalendo la corrente.
Siamo orsi morti nel sonno durante il letargo.
Siamo tartarughe senza guscio.
Siamo il dente cariato di una vipera.

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